Incentivi veicoli commerciali 2026: importi, requisiti, rottamazione, leasing, noleggio e tutto quello che serve sapere per le imprese di Taranto e provincia.
Arrivano gli incentivi statali per i furgoni, anche a Taranto e provincia
Incentivi veicoli commerciali 2026: guida completa per le PMI di Taranto e provincia
Con il DPCM 10 giugno 2026, il decreto che ripartisce il Fondo automotive per gli anni dal 2026 al 2030, lo Stato riconosce alle piccole e medie imprese un contributo fino a 20.000 euro per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi di categoria N1 e N2, con importi che crescono in base alla massa del mezzo e premiano i veicoli elettrici e a idrogeno. La misura è valida dall’entrata in vigore del decreto fino al 31 marzo 2030, salvo esaurimento dei fondi.
La buona notizia per chi lavora nella nostra zona è che questa volta non esiste alcun vincolo territoriale: la misura è nazionale, quindi vale per Faggiano, Taranto, San Giorgio Ionico, Pulsano, Grottaglie, Massafra, Manduria e per qualunque altro comune della provincia e d’Italia. Il bonus di ottobre 2025 era riservato alle microimprese con sede nelle aree urbane funzionali, questo nuovo incentivo si rivolge a tutte le PMI del trasporto merci, ovunque abbiano sede, e copre anche le alimentazioni tradizionali in caso di rottamazione.
Fonte ufficiale: DPCM 10 giugno 2026, firmato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di concerto con MIMIT, MEF, MIT e MASE. Il decreto è pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le informazioni sugli interventi sono disponibili sulla piattaforma Incentivi.gov.it.
Chi può richiedere il contributo
Requisiti per le imprese
- Essere una PMI secondo la definizione europea dell’allegato 1 del Regolamento GBER, quindi piccole e medie imprese, comprese le ditte individuali con partita IVA.
- Esercitare attività di trasporto di cose, in conto proprio oppure in conto terzi. Rientrano quindi artigiani, imprese edili, corrieri, aziende agricole, installatori e commercianti che usano il mezzo per trasportare materiali e merci della propria attività.
- Acquistare e immatricolare in Italia un veicolo commerciale di categoria N1 o N2 nuovo di fabbrica. L’acquisto è ammesso anche in locazione finanziaria.
- Vincolo di proprietà: il veicolo deve essere intestato al beneficiario e la proprietà va mantenuta per almeno 24 mesi.
Requisiti per le società di noleggio
Il decreto ammette al contributo anche le società di noleggio, a una condizione precisa: al momento dell’ordine presso il venditore va presentato un ordine finalizzato alla stipula di un contratto di noleggio di durata non inferiore a tre anni, sottoscritto con una PMI che esercita trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi. La società di noleggio ha poi l’obbligo di girare l’intero contributo alla PMI come sconto ripartito sui canoni mensili. Chi preferisce il noleggio a lungo termine all’acquisto diretto rientra quindi nella misura, e da noi puoi già richiedere un preventivo di noleggio a lungo termine per capire come il contributo si riflette sulla rata.
Quanto vale l’incentivo veicoli commerciali 2026
Il contributo dipende da tre elementi che si combinano: la massa massima ammissibile a pieno carico del veicolo, il tipo di alimentazione e la presenza o meno della rottamazione. Per i veicoli elettrici a batteria BEV e a idrogeno FCEV il contributo spetta anche senza rottamare nulla, mentre per i veicoli ad alimentazione tradizionale la rottamazione è sempre obbligatoria. Questa è la tabella ufficiale del decreto:
| Massa a pieno carico | Rottamazione | BEV e FCEV | Alimentazioni tradizionali |
|---|---|---|---|
| 0 – 1,49 t | senza | 2.000 € | — |
| con | 4.000 € | 2.000 € | |
| 1,50 – 2,39 t | senza | 4.500 € | — |
| con | 8.000 € | 3.000 € | |
| 2,40 – 3,49 t | senza | 10.000 € | — |
| con | 14.000 € | 4.500 € | |
| 3,50 – 4,24 t | senza | 14.000 € | — |
| con | 18.000 € | 8.000 € | |
| 4,25 – 7,2 t | senza | 16.000 € | — |
| con | 20.000 € | 10.000 € |
La lettura è immediata: il decreto premia l’elettrico in ogni fascia di peso. Nella fascia dei furgoni medi, quella tra 2,40 e 3,49 tonnellate dove si concentra gran parte del lavoro quotidiano di artigiani e corrieri, un mezzo elettrico prende 10.000 euro anche senza rottamazione e sale a 14.000 euro con rottamazione, mentre lo stesso mezzo diesel con rottamazione si ferma a 4.500 euro. Attenzione a un dettaglio che vale migliaia di euro: la fascia si calcola sulla massa massima ammissibile a pieno carico riportata sul libretto, quindi due versioni dello stesso furgone possono cadere in fasce diverse.
Rottamazione: come funziona
- Il veicolo da rottamare deve essere della medesima categoria di quello acquistato, quindi un veicolo commerciale per un veicolo commerciale.
- Deve essere omologato in una classe fino a Euro 4.
- Deve essere intestato da almeno 12 mesi allo stesso soggetto che intesta il veicolo nuovo. In caso di acquisto in leasing, il mezzo da rottamare deve essere intestato da almeno 12 mesi all’utilizzatore del veicolo nuovo.
- Per i veicoli ad alimentazione tradizionale la rottamazione è condizione obbligatoria per accedere al contributo, per gli elettrici e a idrogeno è facoltativa e fa salire l’importo.
Se hai in azienda un vecchio furgone Euro 3 o Euro 4 fermo in piazzale, quel mezzo vale fino a 4.000 euro in più sull’elettrico e sblocca il contributo se scegli un diesel. E se invece l’usato è ancora in buone condizioni, prima di rottamarlo conviene farlo valutare, perché acquistiamo anche il tuo usato e in certi casi il ritiro rende più della demolizione.
Come si ottiene lo sconto: la procedura
- Scelta del veicolo e ordine: si parte dal contratto di acquisto, dall’ordine di leasing oppure dall’ordine finalizzato al contratto di noleggio triennale.
- Prenotazione del contributo: al momento della prenotazione viene inserita nell’apposito sistema informatico una copia dell’atto di acquisto o dell’ordine. La gestione della piattaforma, delle attività di accompagnamento, monitoraggio e controllo è affidata dal Ministero a Invitalia.
- Sconto diretto in fattura: il contributo viene corrisposto dal venditore all’acquirente mediante compensazione con il prezzo d’acquisto. Tu paghi già il prezzo scontato, senza anticipare nulla e senza aspettare rimborsi.
- Recupero a monte: le imprese costruttrici o importatrici del veicolo rimborsano al venditore l’importo del contributo e lo recuperano come credito d’imposta. Tutta la parte fiscale resta a monte della filiera, il cliente non se ne occupa.
- Eventuale rottamazione: il mezzo da demolire si consegna insieme alla pratica, con libretto e documenti di proprietà in regola.
Nota importante sui tempi: il decreto è in vigore e la misura vale fino al 31 marzo 2030, ma la data operativa di apertura del sistema informatico per le prenotazioni viene comunicata sui canali ufficiali del Ministero e su Incentivi.gov.it. Le risorse sono limitate e una quota del 40% di ogni anno è riservata per legge ai veicoli elettrici e a idrogeno, quindi chi arriva all’apertura con l’ordine pronto e i documenti in regola parte davanti a tutti. Ti teniamo aggiornati su questa pagina e sui nostri canali.
Documentazione da preparare
- Visura camerale aggiornata dell’impresa, per la verifica dei requisiti di PMI e dell’attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi
- Documento d’identità e codice fiscale del titolare o legale rappresentante
- Copia del libretto e del certificato di proprietà del veicolo da rottamare, con intestazione da almeno 12 mesi
- Contratto di acquisto, ordine di leasing oppure ordine finalizzato al contratto di noleggio di durata almeno triennale
Come per l’ecobonus vetture, ti chiediamo di portare in sede i documenti originali oppure i PDF ufficiali scaricati dai portali istituzionali, alla scansione in alta risoluzione pensiamo noi. Le fotocopie e le fotografie possono risultare tagliate o poco leggibili e bloccare la validazione della pratica.
Quali veicoli sono ammessi
- Categoria N1 e N2, veicoli per trasporto merci, nuovi di fabbrica e immatricolati in Italia.
- Tutte le alimentazioni: elettrico a batteria BEV, idrogeno FCEV e alimentazioni tradizionali, con la differenza che per le tradizionali serve sempre la rottamazione.
- Nessun tetto di prezzo indicato dal decreto per questa misura, il contributo è in cifra fissa per fascia di massa.
Esempi dalla nostra gamma a Taranto
Il decreto non fornisce un elenco di modelli, stabilisce categorie e fasce di massa, quindi ogni versione va verificata sul libretto. Per orientarti, questi sono alcuni dei mezzi che trattiamo e che rientrano nelle categorie N1 con le rispettive varianti elettriche:
- Fiat Professional Doblò, Scudo e Ducato, anche nelle versioni elettriche E-Doblò, E-Scudo ed E-Ducato
- Peugeot Partner, Expert e Boxer, con le varianti e-Partner, e-Expert ed e-Boxer
- Citroën Berlingo Van, Jumpy e Jumper, disponibili anche full electric
- Leapmotor T03 nella configurazione van omologata N1, la porta d’ingresso più economica all’elettrico da lavoro
Le promozioni in corso le trovi sempre nel volantino offerte del mese, e se stai cambiando mezzo conviene approfittarne per chiedere anche un preventivo RCA aggiornato.
Errori da evitare con gli incentivi veicoli commerciali 2026
- Guardare il peso a vuoto → La fascia di contributo si calcola sulla massa massima ammissibile a pieno carico del libretto. Migliaia di euro possono dipendere da questa riga.
- Rottamare un veicolo di categoria diversa → Il mezzo da demolire deve essere della medesima categoria di quello nuovo. Un’autovettura M1 non vale per un furgone N1.
- Rottamare un mezzo intestato da poco → Servono almeno 12 mesi di intestazione al soggetto che intesta il nuovo, oppure all’utilizzatore in caso di leasing.
- Comprare un diesel senza avere nulla da rottamare → Per le alimentazioni tradizionali senza rottamazione il contributo non spetta. Senza usato da demolire, l’unica strada incentivata è l’elettrico o l’idrogeno.
- Rivendere il mezzo prima del tempo → La proprietà del veicolo incentivato va mantenuta per almeno 24 mesi.
- Un contratto di noleggio troppo corto → Per la via del noleggio il contratto con la PMI deve durare almeno tre anni.
- Aspettare troppo → I fondi sono limitati, con una quota del 40% annuo riservata a BEV e FCEV. Arrivare pronti all’apertura delle prenotazioni fa la differenza.
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Le altre misure del DPCM 10 giugno 2026 in breve
Il decreto contiene anche altri capitoli, li riassumiamo per completezza. Dal 1° gennaio 2027 e fino al 31 marzo 2030 parte il contributo per moto, scooter e quadricicli elettrici o ibridi nuovi delle categorie da L1e a L7e, pari al 20% del prezzo fino a 2.000 euro, che sale al 30% e fino a 3.000 euro rottamando un veicolo Euro 0, 1, 2 o 3 oppure un mezzo oggetto di ritargatura obbligatoria, intestato da almeno 12 mesi al richiedente o a un familiare convivente. È già attivo invece il contributo per gli impianti GPL e metano su auto M1 almeno Euro 3, con 400 euro per il GPL e 800 euro per il metano applicati come sconto dall’installatore. C’è poi il bonus per le infrastrutture di ricarica domestiche, pari all’80% del prezzo di acquisto e posa in opera fino a 1.500 euro per persona fisica, che sale a 8.000 euro per le installazioni sulle parti comuni condominiali. Chiude il pacchetto il programma sperimentale di noleggio a lungo termine sociale, riservato a persone fisiche con ISEE sotto i 30.000 euro, con contratto di almeno 36 mesi su un’auto M1 nuova almeno Euro 6 con emissioni fino a 135 g/km, rottamazione obbligatoria di una M1 fino a Euro 4 e gestione affidata all’ACI, con sperimentazione entro il 30 giugno 2030.
Appendice tecnica – Riferimenti al DPCM 10 giugno 2026
Art. 1 – Finalità
Il decreto modula le risorse del Fondo automotive istituito dall’art. 22 del decreto-legge 17/2022 per gli anni dal 2026 al 2030, insieme ai residui non utilizzati del 2025, destinandole a sei finalità: incentivi agli investimenti delle imprese della filiera tramite Accordi per l’innovazione e Mini Contratti di sviluppo, contributi per i veicoli commerciali nuovi a basse emissioni, contributi per i veicoli delle categorie da L1e a L7e, contributi per impianti GPL e metano su M1, incentivi per le infrastrutture di ricarica domestiche e il programma sperimentale di noleggio sociale.
Art. 3 – Contributo all’acquisto di veicoli commerciali nuovi
- Vale dall’entrata in vigore del decreto fino al 31 marzo 2030.
- Beneficiarie le PMI, come definite nell’allegato 1 del Regolamento GBER, esercenti trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi.
- Veicoli N1 e N2 nuovi di fabbrica, acquistati anche in locazione finanziaria e immatricolati in Italia.
- Contributo differenziato per massa massima a pieno carico e alimentazione, secondo la tabella riportata sopra.
- Per le alimentazioni tradizionali il contributo è subordinato alla rottamazione di un veicolo della medesima categoria fino a Euro 4.
- Proprietà del veicolo incentivato da mantenere per almeno 24 mesi.
- Ammesse le società di noleggio con ordine finalizzato a contratto di almeno tre anni con una PMI del trasporto merci, con sconto obbligatorio pari al contributo ripartito sui canoni.
- Veicolo da rottamare intestato da almeno 12 mesi all’intestatario del nuovo, oppure all’utilizzatore in caso di leasing.
- Il contributo è corrisposto dal venditore mediante compensazione con il prezzo d’acquisto, i costruttori o importatori rimborsano il venditore e recuperano l’importo come credito d’imposta.
- Risorse: 40 milioni di euro in conto residui 2025, 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029, 20 milioni per il 2030, con il 40% di ogni anno riservato a BEV e FCEV.
Art. 8 – Gestione
Per la gestione dei contributi, le attività di accompagnamento, monitoraggio e controllo e il sistema informatico, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si avvale di Invitalia.
Art. 9 – Pubblicità
Il decreto è pubblicato sul sito istituzionale del MIMIT, le informazioni rilevanti sugli interventi sono pubblicate sulla piattaforma Incentivi.gov.it e dell’adozione è dato avviso in Gazzetta Ufficiale.
Attenzione alle informazioni online
In rete circolano sintesi e ricostruzioni che mescolano questa misura con il bonus veicoli elettrici di ottobre 2025, che aveva regole diverse su territorio, rottamazione e importi. Tutti i dati di questa pagina provengono direttamente dal testo del DPCM 10 giugno 2026. Con Safari Car verifichi requisiti, fascia di massa e documenti prima di avviare la pratica, evitando errori e false aspettative.
*ATTENZIONE – ARTICOLO IN CORSO DI EDITING – VERIFICARE LE INFORMAZIONI SUI SITI GOVERNATIVI –
FAQ
Chi può richiedere gli incentivi veicoli commerciali 2026 a Taranto?
Tutte le PMI con partita IVA che esercitano trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi, quindi artigiani, imprese e ditte individuali di Taranto, Faggiano, San Giorgio Ionico e di qualunque comune italiano. La misura è nazionale e senza vincoli territoriali.
Serve l’ISEE per questo incentivo?
No, l’ISEE riguarda le misure per le persone fisiche. Il contributo per i veicoli commerciali si basa sui requisiti d’impresa.
La rottamazione è obbligatoria?
Dipende dall’alimentazione. Per i veicoli elettrici a batteria e a idrogeno il contributo spetta anche senza rottamazione, con importi maggiorati se si rottama. Per benzina, diesel, GPL e metano la rottamazione di un veicolo della medesima categoria fino a Euro 4 è sempre obbligatoria.
Posso rottamare la mia vecchia auto per comprare un furgone?
No, il veicolo da rottamare deve essere della medesima categoria di quello acquistato, quindi serve un veicolo commerciale per un veicolo commerciale.
Da quanto tempo deve essere intestato il veicolo da rottamare?
Da almeno 12 mesi al soggetto che intesta il veicolo nuovo, oppure all’utilizzatore in caso di acquisto in leasing.
Quanto prende un furgone elettrico medio?
Nella fascia tra 2,40 e 3,49 tonnellate di massa a pieno carico un BEV riceve 10.000 euro senza rottamazione e 14.000 euro con rottamazione di un mezzo fino a Euro 4 della stessa categoria.
L’incentivo vale per il noleggio a lungo termine?
Sì. Le società di noleggio accedono al contributo presentando un ordine finalizzato a un contratto di almeno tre anni con una PMI del trasporto merci, e hanno l’obbligo di girare l’intero importo alla PMI come sconto sui canoni mensili.
Come viene erogato il contributo?
Come sconto diretto in fattura. Il venditore lo compensa con il prezzo d’acquisto, poi viene rimborsato dal costruttore o dall’importatore, che recupera l’importo come credito d’imposta. Il cliente paga già il prezzo scontato.
Posso rivendere il furgone dopo un anno?
No, la proprietà del veicolo incentivato va mantenuta per almeno 24 mesi.
C’è un limite di prezzo del veicolo?
Il decreto non fissa un tetto di prezzo per i veicoli commerciali, il contributo è una cifra fissa che dipende dalla fascia di massa e dall’alimentazione.
Fino a quando vale la misura?
Fino al 31 marzo 2030, salvo esaurimento delle risorse. Il 40% dei fondi di ogni anno è riservato ai veicoli elettrici a batteria e a idrogeno.
Quando apre la piattaforma per le prenotazioni?
La gestione del sistema informatico è affidata a Invitalia per conto del MIMIT e le informazioni operative vengono pubblicate sul sito del Ministero e su Incentivi.gov.it. Appena la data sarà ufficiale la troverai anche su questa pagina.
Cosa vuol dire N1 e N2?
Sono le categorie dei veicoli per trasporto merci. Un furgone o un van da lavoro è un N1 o un N2, un’autovettura è un M1 e resta fuori da questa misura.
Cosa vuol dire BEV e FCEV?
BEV indica i veicoli alimentati esclusivamente a batteria elettrica, FCEV quelli a idrogeno con celle a combustibile. Sono le due alimentazioni che ricevono gli importi più alti e la quota di fondi riservata.
Come mi aiuta Safari Car a Taranto?
Verifichiamo insieme categoria e massa del mezzo che ti serve, controlliamo i requisiti del veicolo da rottamare, prepariamo l’ordine e la documentazione per la prenotazione del contributo, e ti proponiamo anche la strada del noleggio a lungo termine se preferisci la rata all’acquisto. Scrivici su WhatsApp al 320 9087681 oppure passa in sede a Faggiano, facciamo il calcolo sul tuo caso.














